SANGALLI SPA: LA CONTAMINAZIONE GENERAZIONALE COME FATTORE DI SUCCESSO

Se investire sulle nuove generazioni è per Sangalli spa una priorità, anche la valorizzazione delle risorse che da lungo tempo sono al fianco dell’azienda contribuendo alla sua crescita, rappresenta un fattore primario in termini di passaggio di competenze. La convivenza tra nuove leve e figure dalla solida esperienza ha inoltre il merito di consentire una utile contaminazione tra le due generazioni. L’esperienza maturata sul campo da chi collabora con Sangalli da lungo tempo incontra e si fonde con le metodologie e le idee dei nuovi ingressi, generando un confronto e uno scambio che determina una complementarietà che si rivela efficace. Ne è convinto Emanuele Mangili, Hr Manager di Sangalli spa che puntualizza: “La presenza in un’azienda di una solida base di persone fidelizzate e con un’esperienza professionale importante può essere un fattore di successo e di sostenibilità nel tempo. Perché ciò avvenga è fondamentale, però, che chi conta su una seniority conclamata, vivendo l’azienda da tanti anni, abbia la volontà di condividerne i valori e li metta in pratica nel lavoro quotidiano a fianco dei colleghi”. Poter contare su figure che hanno avuto modo di concorrere all’evoluzione dell’azienda, sia in termini di operatività che di strategia di sviluppo ha anche ulteriori meriti. “L’ulteriore valore aggiunto che i collaboratori senior possono dare alla vita aziendale passa attraverso l’affiancamento dei colleghi con meno esperienza. Il tema del passaggio delle competenze e delle conoscenze è baricentrico sia per il futuro dell’impresa che per il coinvolgimento dei giovani lavoratori”.

Cosa cercano oggi i ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro e si apprestano a costruire il loro percorso professionale?

I giovani lavoratori e le giovani lavoratrici, oggi più che in passato, hanno bisogno di mentori, di formatori, di persone che li seguano e li formino con passione. Passione per l’attività che andranno a svolgere, per l’ambiente in cui saranno chiamati a operare e, in senso lato, per le figure con cui si relazioneranno. La convivenza tra generazioni diverse nello svolgimento del lavoro quotidiano non credo viva delle difficoltà quando c’è reciproco rispetto.

Il rispetto è figlio dell’educazione e della comprensione reciproca…

Ne sono profondamente convinto. Per questo bisogna promuovere e facilitare l’incontro tra “mondi” diversi che hanno priorità, necessità e approcci spesso agli antipodi a causa del periodo storico e del contesto socio-culturale in cui sono cresciuti. La capacità di comunicare si conferma basilare per permettere la comprensione reciproca e l’accettazione di punti di vista diversi dal proprio. Ciò avviene nel momento in cui i senior sono coscienti di avere di fronte ragazzi con priorità e bisogni diversi dai loro e, parallelamente, la generazione Z accetti di confrontarsi con colleghi con un approccio al lavoro spesso lontano dal loro.

Se questo gap viene superato, quali le ricadute positive per tutti, azienda in primis?

Il confronto tra lavoratori di generazioni diverse è sicuramente un’occasione di crescita per le organizzazioni aziendali, purché le risorse più esperte siano aperte alle novità e non si trincerino in abitudini consolidate e confortevoli che di ‘abbiamo sempre fatto così’ fanno un baluardo. Parallelamente è importante che i più giovani abbiano il coraggio di esprimere e valorizzare le loro idee, sempre nel rispetto di chi ha contribuito attivamente al successo aziendale. L’esperienza e le competenze frutto di anni di lavoro dei collaboratori senior unita allo spirito innovativo e all’entusiasmo dei ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro può davvero essere un mix vincente.

Il passaggio generazionale nel nome di una transizione di valore delle esperienze si legge anche nei numeri.

E’ evidente che un’azienda per proiettarsi nel futuro debba puntare su nuovi talenti contribuendo alla loro crescita attraverso un affiancamento congruo e percorsi di formazione mirati a farne emergere le soft skills e ad accrescerne la professionalità. Sangalli spa da anni va in questa direzione: dei suoi 130 collaboratori il 67% ha massimo 5 anni di operatività in azienda. Di questi 35 fanno parte della generazione Z ed è alla prima esperienza nel mondo del lavoro o ha comunque un limitato vissuto professionale. Le persone con una seniority oltre i 15 anni sono 22, pari al 17% e sono equamente distribuite tra produzione (operai, autisti, impiantisti) e management aziendale (ufficio tecnico, amministrazione, logistica). Riuscire a fare dialogare questi 2 universi trovando un idioma che li avvicini, non è una sfida, ma un impegno che ci siamo assunti per traguardare obiettivi in cui il contributo di ambedue le generazioni è determinante.

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