AZIENDE LOMBARDE ED INNOVAZIONE: FACCIAMO IL PUNTO CON IL SUPPORTO DI MADE COMPETENCE CENTER 4.0

“Fare innovazione” ed “essere innovativi”: due concetti interdipendenti che definiscono lo status delle aziende lombarde tese a costruire un futuro di sviluppo coerente con i propri valori, attento alla digitalizzazione e sensibile alla sostenibilità, nel suo concetto più esteso. Ma quale è ad oggi lo stato dell’arte delle imprese lombarde quando si parla di innovazione?

A tratteggiarlo è Made – Competence Center 4.0.

Il nostro osservatorio, considerando che la Lombardia è la regione che si colloca al primo o secondo posto in Europa come PIL manufatturiero e che conta su oltre 220.000 imprese di dimensione medio – piccole, è forzatamente limitato. Ciononostante possiamo dire sicuramente che vi sono delle eccellenze. Ci riferiamo a quelle aziende che non solo sono innovative, ma spingono per il cambiamento continuo, hanno prospettive e visioni globali indipendentemente dalla propria dimensione. Ci sono però anche altre realtà che, per vari motivi sono meno pronte al cambiamento o non ne sentono la necessità”.

A offrire una panoramica ancor più chiara ci pensano i numeri. In base infatti ai dati degli osservatori del Politecnico di Milano sullo stato di digitalizzazione delle PMI, su base nazionale, risulta che il 54% delle PMI ha già avviato percorsi di trasformazione digitale, mentre il 46% è ancora indietro. Le cause di questo rallentamento sono molteplici e spaziano dalle barriere culturali alla scarsa consapevolezza delle competenze presenti in azienda, spesso non formalizzate o valorizzate nei ruoli organizzativi.

Anche le attività formative faticano a decollare. “Il 38% delle PMI non ritiene prioritario elevare le competenze digitali interne. La formazione resta concentrata soprattutto sui livelli operativi, mentre è spesso assente il coinvolgimento attivo di imprenditori e management, che dovrebbero invece essere i primi promotori del cambiamento. Questa mancanza di ingaggio ai vertici indebolisce la capacità delle PMI di adottare una visione strategica dell’innovazione digitale e di guidarne l’implementazione in modo efficace”, proseguono da MADE 4.0.

A mettere l’accento sull’urgenza delle imprese di “spingere” sull’innovazione è stato di recente anche il Presidente di Confindustria che ha espresso la speranza di assistere ad un incrementato dell’uso dell’Intelligenza Artificiale da parte delle imprese. In merito proprio all’AI ha indicato che «ne fanno uso solamente l’1,4% delle imprese piccole e l’8,6% delle grandi, contro una media europea del 13,5%».

In un’ottica di medio periodo, alle aziende non resta che interrogarsi su quali ambiti accelerare per rimanere competitive o favorire lo sviluppo. “Vediamo alcune direttrici chiare e sono l’intelligenza artificiale, la cybersecurity, l’utilizzo del Supercalcolo (HPC), l’AI FACTORY – altro progetto Europeo e Nazionale dedicato a come rendere disponibili alle imprese le risorse di calcolo necessarie a sviluppare AI, ndr – e il Quantum Computing. Il mantra rimane però fare formazione, ma su misura per ogni azienda, e rimanere vinci alle PMI attraverso eventi esterni e lo sviluppo di poli territoriali: ne abbiamo previsto uno proprio a Bergamo, area ricchissima di imprese e innovazione”, concludono da MADE 4.0.

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