Accorciare le distanze tra mondo della scuola e quello del lavoro attraverso la definizione di programmi immersivi che mettano in relazione studenti e aziende generando un efficace circolo virtuoso dalle ricadute positive per tutte le parti coinvolte. Con questa finalità Sangalli ha sposato le iniziative di Edoomark – impresa sociale che promuove progetti formativi innovativi aiutando aziende, fondazioni e organizzazioni a riconoscere e valorizzare il proprio ruolo educativo grazie a specifici percorsi di PCTO e di orientamento e laboratori didattici, ndr – accogliendo in azienda i ragazzi della 4a G dell’Istituto Tecnico per Geometri “G. Quarenghi”, protagonisti dell’iniziativa “CheClasse”. A raccontare come è nata la collaborazione con Sangalli SPA è Letizia Roggeri, Responsabile progetti educational di Edoomark.
Prima di entrare nel merito del progetto “CheClasse”, Letizia ci racconti come opera concretamente Edoomark?
Il nostro modus operandi consiste nel progettaree gestire integralmente le attività educational che vengono strutturate per rispondere alle esigenze sia delle scuole e delle nuove generazioni, sia delle aziende. Siamo una sorta di “ponte” tra il mondo della scuola e quello del lavoro.
Protagonisti principali delle vostre iniziative sono i ragazzi. Sulla base di quali criteri sviluppate le esperienze che li vedono in primo piano?
Nell’elaborare le attività e i progetti che li vedranno protagonisti non dimentichiamo mai il nostro obiettivo ultimo: fornire loro l’opportunità di vivere delle esperienze che li possano aiutare a crescere, a conoscersi e a essere consapevoli di quanto sono distanti o vicini dal mondo del lavoro, certificando le competenze trasversali.
Il progetto “CheClasse” interpreta appieno questa filosofia. Come è nato?
Il CheClasse nasce dalla volontà dell’editore de L’Eco di Bergamo di avvicinarsi ai giovani, facendone i protagonisti attivi del mondo dell’informazione offrendo loro uno sguardo sul “dietro le quinte” del giornalismo e della comunicazione, al mondo delle scuole, che cercavano percorsi di PCTO versatili e concreti e alle aziende. Aziende che iniziavano a sentire l’esigenza di approcciarsi alle nuove generazioni senza però sapere come fare, quali canali scegliere.
Quale l’obiettivo che vi siete posti con “CheClasse”?
L’obiettivo generale è stato quello di far vivere ai ragazzi concretamente un’esperienza lavorativa, aiutandoli a comprendere come funziona il mondo del lavoro grazie al supporto di alcune realtà del territorio.
Quale il valore aggiunto che i ragazzi hanno ricavato da questa esperienza?
Indubbiamente l’opportunità di mettere in gioco le proprie competenze trasversali. Per la maggior parte dei ragazzi si è trattato del primo contatto con il mondo del lavoro e quindi la prima possibilità di vedersi come dei lavoratori e non come degli studenti. Alla fine della settimana durante la quale il progetto si è svolto, i partecipanti hanno ricevuto un bilancio di competenze dai professionisti che li hanno seguiti e hanno avuto anche la possibilità di raccontare il proprio lavoro all’azienda per cui hanno lavorato.
Come è avvenuto nel caso di Sangalli. Come è nata la collaborazione con l’azienda?
Analizzando attraverso lo strumento Delta Index l’attrattività di Sangalli nei confronti della Gen Z, è emerso che l’azienda risulta poco appealing per questo target, in particolare nel comunicare la sua essenza e la sua vita interna. Per rispondere a questa criticità, si è deciso di avviare una progettualità “test” concreta con il mondo della scuola che andasse oltre il semplice “conosci l’azienda”, puntando invece su un coinvolgimento attivo: lavorare per e con l’azienda stessa. In quest’ottica è stato scelto il progetto PCTO “CheClasse” che portasse i ragazzi a realizzare dei contenuti che raccontassero l’interno dell’azienda. Questo progetto ha avuto anche il merito di aver permesso ad alcuni studenti di vivere, anche se per poche ore, l’azienda.
Qual è stato il riscontro raccolto dagli studenti?
L’esperienza per i ragazzi è stata estremamente positiva come emerso dai questionari di valutazione attestatisi su una media di 9.5 su 10. Sicuramente l’aver avuto già modo in precedenza di conoscere l’azienda ed Emanuele Mangili, il suo HR manager, grazie ad alcuni incontri fatti a scuola, ha sicuramente aiutato. Non da ultimo: gli studenti coinvolti in questa iniziativa frequentavano un indirizzo scolastico legato all’edilizia e questo ha permesso loro di vivere la settimana con molta curiosità.
L’immersione nella vita aziendale quanto è stata utile?
Più di utile, direi fondamentale! Durante le giornate trascorse in azienda i ragazzi hanno potuto visitare il laboratorio, osservare da vicino i processi produttivi e porre domande direttamente agli operatori. In soldoni hanno potuto tradurre ciò che studiano a scuola nella concretezza di un lavoro “vero”. Il fatto di entrare in contatto con il settore per cui studiano ha avuto anche un ulteriore plus: li ha aiutati a comprendere meglio in che cosa consisterà il loro futuro lavoro in modo chiaro.
C’è qualche aspetto particolare della “vita aziendale” che li ha incuriositi?
Sicuramente l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Un fattore che ha fatto comprendere loro come il settore dell’edilizia viva ancora di una immagine stereotipata, lontana invece dallo stato dell’arte.
Qual è l’importanza di accorciare le distanze tra mondo della scuola e delle aziende?
E’ determinante, per ragioni diverse ma complementari per ragazzi e aziende. Per gli studenti significa infatti avvicinarsi con maggiore consapevolezza al mondo del lavoro, comprendere meglio sé stessi e le proprie attitudini, orientandosi così con maggiore lucidità. Per le aziende, invece, significa entrare in contatto con le nuove generazioni contribuendo attivamente al loro percorso formativo e, ipoteticamente, individuando anche potenziali futuri collaboratori. E’ indubbio però che ci sia un elemento in comune ed è l’arricchimento reciproco.
Se è vero – come è vero – che “la scuola non finisce mai”, state lavorando a qualche nuovo progetto?
Abbiamo da poco lanciato il nostro nuovo progetto di orientamento dedicato alle scuole superiori. Le aziende ne sono protagoniste, perché partecipano attivamente nel supportare le nuove generazioni non solo nella conoscenza di sé, ma soprattutto nella scoperta del tessuto imprenditoriale, offrendo un sostegno concreto alla scuola, che per sua natura ha obiettivi diversi.
Quale sarà il vostro ruolo?
Saremo dei facilitatori nel promuovere un nuovo modo di vivere l’orientamento: un approccio che già stiamo sperimentando, ma che ora vogliamo rendere ancora più strutturato e incisivo.