POMERIGGI EDINNOVA: INNOVARSI PER CRESCERE ED ESSERE EFFICACI

Fare innovazione” e “promuovere innovazione” è il suo pane quotidiano, sia per passione che per le cariche istituzionali che riveste. Gianluigi Viscardi, infatti, non è solo Cavaliere del Lavoro e Presidente di Intellimech – consorzio nato nel 2006 con il sostegno di Confindustria Bergamo, Kilometro Rosso, Camera di Commercio di Bergamo e Università che si propone come forma di aggregazione stabile di imprese e di Open Innovation oltre che come “Competence Center” a sostegno dello sviluppo di processi di innovazione tecnologica – ma è anche ai vertici del Digital Innovation Hub Lombardia (oggi ne è consigliere), del Comitato Strategico del Joiint Lab – Robotic Intelligence League Bergamo e del Cluster Tecnologico Nazionale Fabbrica Intelligente (Presidente). Ma soprattutto è tra i più strenui sostenitori dell’Open Innovation. Partendo da queste premesse è gioco forza che l’iniziativa “Pomeriggi Edinnova” organizzata dal Consorzio Intellimech in collaborazione con la rete per l’innovazione della filiera dell’edilizia promossa da Confindustria Bergamo e Ance Bergamo e supportata da RetImpresa siano nelle sue corde.

Presidente, quale a suo giudizio il plus di iniziative come “Pomeriggi di Edinnova”?

I “Pomeriggi Edinnova”, rappresentando un momento di incontro tra aziende, in cui i diversi partecipanti possono dialogare e condividere le proprie esperienze in termini di innovazione, sono occasioni di fondamentale importanza per “contaminarsi” reciprocamente e per favorire il trasferimento tecnologico cross settoriale.  In quest’ottica si comprende perché sia di estremo interesse la presentazione di esempi concreti di innovazione che, seppur sviluppati per il contesto manifatturiero, sono tuttavia trasferibili e applicabili anche nel mondo edile e civile.

Innovazione e sostenibilità sono due dei pilastri che vengono approfonditi nel corso degli incontri che si svolgono nelle aziende partner di Edinnova. Ne è un esempio Sangalli Spa che ha ospitato uno degli ultimi meeting. Tra le iniziative realizzate dall’impresa di Mapello su queste tematiche quali l’hanno particolarmente colpita?

Il focus sulle persone è un punto di forza di Sangalli Spa. Oggi come ieri, il vero valore delle aziende sono infatti i collaboratori e il loro know -how. Bisogna, dunque, fornirgli le competenze e gli strumenti affinché possano esprimere tutto il loro potenziale e il loro valore. In tal senso, il progetto relativo all’applicazione di “tecnologie di realtà aumentata per supportare le attività degli operatori” è un chiaro esempio di come l’innovazione sia uno strumento di supporto potente, il cui obiettivo è quello di collaborare con l’uomo e non di sostituirlo. Di grande interesse è anche il progetto sulla gestione della conoscenza che, pur essendo di carattere più metodologico che tecnologico, ha un notevole impatto sul business aziendale. Il suo merito è infatti duplice: garantirne la continuità a livello di know-how e assicurare che le competenze diventino patrimonio dell’azienda.

Un patrimonio che diventa elemento di valore per la collettività che ne può fare buon uso per migliorarsi e crescere. In materia proprio di sviluppo, cosa significa “fare innovazione” ed “essere sostenibili” rispetto alla sua esperienza diretta nell’azienda di cui è stato fondatore (Cosberg, ndr)?

Significa progettare soluzioni e impianti per l’assemblaggio che anticipino e soddisfino le esigenze dei clienti creando valore. Per generarlo devono dunque essere innovativi in termini di riconfigurabilità e gestione autonoma tramite una propria intelligenza. Ma non solo: devono anche garantire e promuovete la sostenibilità ambientale e economica per l’intera filiera produttiva di riferimento. Un obiettivo raggiungibile attraverso l’assicurazione dell’ottimizzazione dei consumi energetici e del risparmio di risorse lungo l’intero ciclo di vita.

 In un’ottica di medio/lungo periodo, quali prevede possano essere le evoluzioni per il comparto che vi riguarda?

Se citare l’impatto dell’Intelligenza Artificiale come fattore evolutivo dei processi manifatturieri è scontato, ne va però rimarcata la finalità: progettare impianti e fabbriche che si guidino da soli, le cosiddette “fabbriche al buio”. Per raggiungere un tale obiettivo, va però rivista anche la parte hardware dell’asset produttivo, puntando sulla costante elettrificazione degli azionamenti e – non meno importante – sull’attenzione al design delle interfacce uomo-macchina. Questi due fattori consentiranno infatti di agevolare il contributo dell’operatore, nella logica di porre proprio l’uomo al centro della fabbrica.

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